PLENDEFRNLPTESIT
local_shipping

easyclearance.pl

Scegli un servizio (EN)

Importazione nel Regno Unito · Guida base

Importer of record nel Regno Unito: chi è l'IOR, quando serve e di cosa risponde verso HMRC

L'importer of record (IOR) è il soggetto il cui nome e il cui numero EORI GB compaiono nel campo «Importer» della dichiarazione doganale britannica. Dopo la Brexit, nella maggior parte dei modelli commerciali l'IOR deve anche essere stabilito nel Regno Unito («established in the UK»), cioè avere una presenza aziendale reale in Gran Bretagna. Questa guida spiega chi è l'importatore in UK nei tre casi più frequenti (vendita B2B, Amazon FBA, e-commerce DDP), in che cosa l'IOR si distingue dall'exporter of record e dallo spedizioniere doganale e quali responsabilità assume verso HMRC.

A cura del team easyclearance.pl. Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2026.

In breve: l'importer of record nel Regno Unito è la parte indicata come «Importer» nella dichiarazione presentata nel Customs Declaration Service (CDS). Ha un EORI GB e, nella maggior parte dei casi, è stabilito nel Regno Unito. Risponde verso HMRC della corretta classificazione (codice HS), del valore in dogana e dell'origine delle merci, oltre che del pagamento dei dazi e dell'IVA all'importazione (import VAT). Il team easyclearance.pl non agisce come IOR: opera come spedizioniere doganale, spesso in rappresentanza indiretta, con responsabilità solidale insieme al cliente. L'IOR resta la parte commerciale: l'acquirente britannico, il venditore Amazon FBA oppure la Sua società britannica nella vendita DDP.

Importer of record: cos'è e che ruolo ha nella dogana britannica

L'importer of record è il soggetto il cui EORI GB compare nel campo «Importer» della dichiarazione di importazione presentata tramite il Customs Declaration Service (CDS) (in inglese). In pratica è la persona fisica o giuridica che si assume l'onere legale e finanziario dell'importazione, anche se non tocca mai la merce e non compila personalmente i documenti. In italiano si potrebbe parlare di «importatore risultante dalla dichiarazione», ma nella prassi britannica si usa quasi sempre il termine inglese.

Nel linguaggio comune «importatore» e «acquirente» vengono spesso confusi. Nel sistema doganale britannico i due ruoli possono non coincidere: l'acquirente può trovarsi in Germania, la merce può essere custodita nel Regno Unito da un terzo e l'IOR può essere ancora un altro soggetto. Prima di emettere una fattura proforma per lo sdoganamento conviene quindi chiarire senza ambiguità chi è indicato come importatore nella dichiarazione e chi è soltanto il consignee (destinatario fisico). Nella dichiarazione CDS sono campi distinti, con responsabilità diverse.

Secondo le indicazioni ufficiali GOV.UK sulla dichiarazione delle merci in dogana (in inglese), l'IOR:

Il venditore italiano può essere IOR nel Regno Unito? Il requisito «established in the UK»

La lacuna più grande delle imprese estere che importano nel Regno Unito non riguarda l'EORI, ma lo status di importatore stabilito nel Paese. Per i soggetti senza presenza nel Regno Unito possono valere limitazioni nella presentazione delle dichiarazioni ordinarie. I criteri sono descritti da GOV.UK nella pagina Check if you're established in the UK for customs (in inglese).

In sintesi, «established in the UK» significa che la Sua impresa ha una presenza stabile e reale nel Regno Unito (sede registrata, struttura amministrativa effettiva, una persona responsabile delle questioni doganali), secondo i criteri GOV.UK. In base alle indicazioni ufficiali, un semplice indirizzo registrato a Londra preso in affitto tramite un servizio di «virtual office», senza un'attività effettiva alle spalle, di norma non è sufficiente; verifichi i criteri aggiornati su GOV.UK prima di decidere.

Le conseguenze sono rilevanti. Se la Sua impresa non è stabilita nel Regno Unito:

Nella pratica il nostro team lo vede spesso: un'impresa estera avvia le vendite nel Regno Unito, registra soltanto un EORI GB (senza società britannica) e non capisce perché nessuno spedizioniere voglia firmare lo sdoganamento. È proprio lo scontro con il requisito «established in the UK». Le strade sono due: costituire una vera società britannica oppure lavorare con uno spedizioniere che accetti consapevolmente la responsabilità solidale in rappresentanza indiretta.

Che differenza c'è tra IOR, exporter of record e spedizioniere doganale

Sono i tre concetti più confusi nell'e-commerce transfrontaliero. Ognuno descrive un ruolo diverso nella catena di sdoganamento e una diversa ripartizione della responsabilità:

CaratteristicaImporter of record (IOR)Exporter of record (EOR)Spedizioniere doganale
Lato della transazionePaese di importazione (Regno Unito)Paese di esportazione (ad es. Italia)Fornitore di servizi, dalla parte del cliente
Numero EORIEORI GB (obbligatorio)EORI UE (ad es. IT)EORI GB proprio (non nel campo «Importer»)
Responsabilità verso HMRCPiena: dazi, IVA, esattezza della dichiarazione, recupero con C18Nessuna (risponde all'autorità doganale del Paese di esportazione)Dipende dalla modalità: diretta (solo per i propri errori) o indiretta (in solido con l'IOR)
Base giuridicaUK Taxation (Cross-border Trade) Act 2018Codice doganale dell'Unione (Reg. UE 952/2013) e norme nazionaliCustoms and Excise Management Act 1979 e regole HMRC sulla rappresentanza
Si può esternalizzare?Il ruolo giuridico no: si esternalizza l'esecuzione, non la responsabilitàCome per l'IORSì, è proprio il servizio che si esternalizza
EsempioAcquirente B2B britannico; la Sua società britannica nelle vendite DDP (nel modello FBA Amazon non è l'IOR)Esportatore italiano che presenta la dichiarazione di esportazione in Italiaeasyclearance.pl, altre agenzie doganali e spedizionieri

Il punto chiave: easyclearance.pl è uno spedizioniere doganale, non un IOR. Anche quando assumiamo la rappresentanza indiretta e condividiamo la responsabilità con il cliente, il cliente resta la parte commerciale, cioè il venditore della merce, e noi restiamo il fornitore del servizio. La distinzione ha conseguenze fiscali (chi recupera l'IVA all'importazione), operative (chi si interfaccia con HMRC in caso di controllo) e di immagine (di chi è il nome sulla fattura di acquisto britannica).

Serve un IOR per vendere in UK dopo la Brexit? Tre scenari pratici

Invece della teoria, ecco i tre modelli che il nostro team incontra più spesso.

Scenario 1: classica importazione B2B (un cliente britannico compra da un fornitore estero)

Un mobilificio italiano vende un pallet di poltrone a un distributore di Manchester. Resa: FCA presso la fabbrica oppure CPT Dover. Chi è l'IOR?

È il modello più lineare e sicuro. Il fornitore italiano non ha alcuna responsabilità doganale nel Regno Unito: tutto l'onere di «essere l'importatore» ricade sull'acquirente. Per capire chi paga che cosa nelle diverse rese, veda anche la nostra guida sulla differenza tra DAP, DDP ed EXW.

Scenario 2: Amazon FBA UK, l'ostacolo su cui inciampa la maggior parte dei venditori esteri

Un venditore italiano spedisce la propria merce a un magazzino Amazon a Coventry (FC BHX4). Amazon è solo un fulfilment partner: non è proprietaria della merce e, nel modello FBA, non agisce come IOR. Chi è allora l'importer of record?

In questo scenario l'impresa estera DEVE assumere il ruolo di IOR. Non esiste una scorciatoia con un'agenzia britannica che «se ne occupa al posto Suo»: un'offerta del genere o nasconde un'irregolarità, o equivale a una rappresentanza indiretta con responsabilità solidale, che è lecita ma non è economica e non «elimina» l'IOR.

Scenario 3: vendere online nel Regno Unito in DDP (dazi pagati, clienti privati)

Un e-shop italiano vende cosmetici a consumatori nel Regno Unito. Resa: DDP (Delivered Duty Paid), quindi il cliente finale non paga nulla alla consegna. Chi è l'IOR?

Il DDP senza presenza nel Regno Unito è una delle fonti più frequenti di problemi doganali: pacchi fermi presso il corriere, richieste di IVA aggiuntiva, rimborsi negati, clienti scontenti. In questi casi il nostro team propone prima un'analisi della struttura di vendita e solo dopo un modello di sdoganamento concreto. Per l'impostazione fiscale lato italiano può leggere anche la guida su dazi doganali UK–Italia e IVA all'importazione.

Chi paga dazi e IVA: le responsabilità dell'IOR verso HMRC

Finché tutto va bene, essere IOR non si nota. I problemi iniziano quando HMRC avvia un controllo di conformità o un'analisi del rischio su una dichiarazione: a quel punto tutti gli obblighi dell'IOR diventano concreti. Le regole ufficiali sui controlli sono descritte in HMRC Notice 199A: Compliance checks (in inglese).

Gli strumenti HMRC più frequenti nei confronti dell'IOR

Le tre aree in cui l'IOR sbaglia più spesso

  1. Classificazione HS. Un'impresa estera classifica un «telecomando per cancelli elettrici» sotto una voce; HMRC ne ritiene corretta un'altra, con un dazio più alto. La differenza moltiplicata per le dichiarazioni di, indicativamente, 3 anni può diventare una correzione di diverse migliaia di sterline. Per questo conviene verificare i codici prima del primo sdoganamento: veda la guida su codici HS e CN.
  2. Valore in dogana. Sottovalutare il valore omettendo commissioni, royalty o il trasporto fino al confine è un errore classico. HMRC ricostruisce il valore da fatture e statistiche di mercato.
  3. Origine e preferenze. Dichiarare erroneamente l'origine UE e applicare le preferenze del TCA quando la merce contiene in realtà componenti cinesi: recupero del dazio più sanzione.

Il ruolo di easyclearance.pl: spedizioniere doganale, non IOR

Torniamo alla distinzione operativa più importante. Il team easyclearance.pl opera come spedizioniere doganale, non come importer of record. Questo significa che:

Perché è una buona notizia? Perché l'alternativa, cioè agenzie che si propongono come IOR completo sul proprio EORI per qualsiasi cliente, si muove spesso in una zona grigia. Le strutture in cui qualcuno si dichiara importatore senza un reale interesse economico nella merce possono diventare oggetto di verifica da parte di HMRC. Il nostro team preferisce un modello più semplice e trasparente: Lei è l'IOR, noi siamo il Suo spedizioniere doganale con una responsabilità reale in rappresentanza indiretta.

Numero EORI GB per l'importatore e gli altri passi: checklist per l'impresa italiana

Se dall'analisi risulta che nella Sua struttura deve essere Lei l'IOR (ad esempio con FBA o DDP), ecco la sequenza dei passi:

  1. Costituzione di una società nel Regno Unito: una Limited Company oppure una succursale (UK branch) dell'impresa estera. La scelta ha effetti fiscali; in base alle indicazioni ufficiali, entrambe le soluzioni possono dare lo status di soggetto stabilito; verifichi i criteri aggiornati su GOV.UK.
  2. Numero EORI GB: la registrazione è gratuita e, secondo la fonte inglese, richiede 3–5 giorni lavorativi. Senza EORI non c'è dichiarazione doganale. La procedura ufficiale è su GOV.UK: Get an EORI number (in inglese).
  3. Registrazione IVA nel Regno Unito: obbligatoria oltre la soglia di £90,000; per le forniture dall'estero l'obbligo può scattare già dalla prima operazione imponibile nel Regno Unito. Su questo punto consulti un consulente fiscale.
  4. Postponed VAT Accounting (PVA): permette di contabilizzare l'IVA all'importazione nella dichiarazione IVA invece di pagarla in contanti allo sdoganamento. I dettagli sono nella nostra guida sul PVA nel Regno Unito.
  5. Verifica del valore in dogana e dei codici HS per tutti i principali articoli, prima che arrivi il primo controllo HMRC. Per il valore può leggere la guida sul valore in dogana nel Regno Unito (EN).
  6. Una procedura di archiviazione dei documenti doganali: per il periodo richiesto da HMRC, disponibili su richiesta e con una persona responsabile designata.
  7. Scelta dello spedizioniere doganale: con una modalità di rappresentanza chiara (diretta o indiretta) e tempi di sdoganamento concordati.

Approfondimenti correlati

Questa guida è la pagina pilastro del nostro gruppo di articoli sull'importazione. Gli argomenti più tecnici vanno letti in quest'ordine:

Domande frequenti sull'importer of record

Cos'è l'importer of record (IOR)?

L'importer of record è il soggetto il cui EORI GB compare nel campo «Importer» della dichiarazione doganale presentata nel Customs Declaration Service (CDS). Risponde verso HMRC dell'esattezza di classificazione, valore in dogana e origine delle merci e del pagamento di dazi e IVA all'importazione. Dopo la Brexit, nella maggior parte dei casi deve anche essere stabilito nel Regno Unito, cioè avere una presenza aziendale reale in Gran Bretagna.

Serve un IOR per vendere in UK dopo la Brexit?

Sì: ogni importazione nel Regno Unito ha un importatore indicato nella dichiarazione. Nella vendita B2B classica l'IOR è di norma l'acquirente britannico. Con Amazon FBA l'IOR è il venditore, perché Amazon nel modello FBA non agisce come importatore. Nella vendita DDP ai consumatori l'IOR deve essere il venditore, salvo le spedizioni fino a £135 vendute direttamente ai clienti, per le quali il venditore registrato all'IVA britannica applica l'IVA al momento della vendita.

Chi paga dazi e IVA se non c'è un importer of record?

Dazi e IVA all'importazione sono a carico del soggetto indicato come importatore nella dichiarazione: senza un IOR la merce non può essere dichiarata correttamente. Nel modello DDP il consumatore britannico non può fare da IOR, quindi il ruolo spetta al venditore, con EORI GB e stabilimento nel Regno Unito oppure tramite uno spedizioniere in rappresentanza indiretta. In mancanza di questa struttura sono frequenti pacchi fermi e richieste di IVA aggiuntiva.

Il venditore italiano può essere IOR nel Regno Unito?

Sì, ma nella maggior parte dei casi deve avere un EORI GB e soddisfare il requisito «established in the UK» descritto da GOV.UK, che in pratica porta a costituire una UK Limited Company o una succursale britannica. In base alle indicazioni ufficiali, un indirizzo registrato preso in affitto senza attività reale di norma non è sufficiente; verifichi i criteri aggiornati su GOV.UK. L'alternativa è uno spedizioniere doganale che accetti consapevolmente la rappresentanza indiretta con responsabilità solidale.

Che differenza c'è tra IOR e spedizioniere doganale?

L'IOR è la parte commerciale che importa la merce e ne risponde verso HMRC. Lo spedizioniere doganale è un fornitore di servizi: presenta la dichiarazione per conto dell'IOR e usa il proprio EORI GB nel campo del dichiarante o rappresentante, non nel campo «Importer». Si può esternalizzare l'esecuzione delle formalità, non il ruolo giuridico di IOR.

easyclearance.pl può essere il mio IOR?

No. Il team easyclearance.pl opera come spedizioniere doganale, non come importer of record. In rappresentanza indiretta condividiamo con il cliente la responsabilità solidale, ma l'IOR resta il cliente. Le agenzie che si propongono come IOR completo sul proprio EORI per qualsiasi importatore si muovono spesso al limite della conformità, per questo preferiamo il modello trasparente dello spedizioniere doganale.

Che differenza c'è tra importer of record ed exporter of record?

L'IOR opera sul lato del Paese di importazione (Regno Unito) e risponde a HMRC. L'exporter of record (EOR) opera sul lato del Paese di esportazione, ad esempio l'Italia, e risponde all'autorità doganale di quel Paese. In una tipica transazione transfrontaliera il fornitore estero è l'EOR e l'acquirente britannico è l'IOR: due ruoli diversi, non sinonimi.

Che differenza c'è tra rappresentanza diretta e indiretta?

In rappresentanza diretta il rappresentante doganale agisce in nome e per conto dell'IOR e risponde solo dei propri errori, mentre l'IOR ha la piena responsabilità doganale. In rappresentanza indiretta il rappresentante doganale agisce in nome proprio ma per conto dell'IOR e diventa responsabile in solido con l'IOR per il debito doganale. La modalità indiretta è di solito riservata ai clienti non stabiliti nel Regno Unito ed è più onerosa.

Quali rischi corre l'IOR in caso di controllo HMRC?

HMRC può emettere un C18 Post Clearance Demand Note (recupero di dazi o IVA), applicare una customs civil penalty (sanzione per un'irregolarità nella dichiarazione) e revocare autorizzazioni doganali come CFSP o il deposito doganale. Secondo la fonte inglese il termine di pagamento di un C18 è di norma 30 giorni e, in caso di contestazione, l'onere della prova è a carico dell'IOR. Riferimento: HMRC Notice 199A.

L'IOR può usare il Postponed VAT Accounting?

Sì, e praticamente ogni IOR con importazioni regolari dovrebbe usarlo. Il PVA consente di contabilizzare l'IVA all'importazione nella dichiarazione IVA invece di pagarla in contanti allo sdoganamento, con un vantaggio per la liquidità. Serve una registrazione IVA nel Regno Unito (VAT number britannico) attiva.

Fonti ufficiali

Non sa chi deve essere l'IOR nelle Sue vendite nel Regno Unito?

Descriva modello di vendita (B2B, FBA, DDP o beni personali), merce e destinatari tramite la pagina contatti (EN): il nostro team la aiuta a capire chi è l'importer of record, se serve una presenza nel Regno Unito e come si ripartisce la responsabilità. L'ambito del servizio va concordato direttamente con il team.

Ci contatti su WhatsApp

Versione italiana basata sulla pagina inglese del 15 aprile 2026, aggiornata il 19 aprile 2026; per lo stato delle fonti veda l'elenco «Fonti ufficiali».

Nota: le informazioni hanno carattere generale e operativo e si basano sulle indicazioni ufficiali GOV.UK/HMRC sopra citate. Non costituiscono un parere vincolante delle autorità né una consulenza legale o fiscale individuale. Per decisioni sulla struttura societaria nel Regno Unito, sulla modalità di rappresentanza doganale e sulla contabilizzazione dell'IVA all'importazione si rivolga a un consulente fiscale e a uno spedizioniere doganale.

Ha domande?
Ci contatti!

Descriva le merci, il percorso, il valore e la data.

call +44 7404 091503
smartphone +44 7404 091503
email kontakt@easyclearance.pl

Facendo clic sul pulsante, accetta la nostra informativa sulla privacy.