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Esportare prodotti alimentari nel Regno Unito: formaggi, salumi, pasta e conserve passo dopo passo
Per vendere formaggi, salumi, pasta e conserve in Gran Bretagna non basta un cliente e un camion. Servono il codice merce giusto, la prova dell’origine, i controlli sanitari corretti, un importatore britannico e un’etichetta conforme. Questa guida spiega i passaggi uno per uno.
Se è la tua prima spedizione oltre Manica, parti dalla guida generale Esportare in Inghilterra dopo la Brexit: cosa serve e quali documenti. Qui ci concentriamo sui prodotti alimentari.
Prima di tutto: prodotto di origine animale o no?
La differenza più importante è questa. Spedire pasta secca è una cosa. Spedire formaggi, salumi, carne o uova è un’altra. I prodotti di origine animale (in inglese products of animal origin, POAO) sono soggetti ai controlli sanitari britannici del Border Target Operating Model (BTOM).
- Formaggi e salumi: sono prodotti di origine animale. La loro categoria di rischio decide se serve un certificato sanitario.
- Pasta e conserve senza ingredienti animali: GOV.UK indica che, se il prodotto non deriva da prodotti animali, i controlli SPS non si applicano.
- Pasta ripiena, sughi con carne o formaggio: possono essere prodotti compositi. Vanno verificati codice per codice.
Per il dettaglio dei controlli di frontiera leggi anche Esportare alimenti nel Regno Unito: controlli BTOM e documenti necessari. Vino e olio d’oliva hanno regole proprie, trattate in Esportare vino e olio in Inghilterra.
Checklist in 9 passi
- Trova il codice merce e verifica il dazio nella UK Global Tariff.
- Prova l’origine per ottenere lo 0% previsto dall’accordo UE–Regno Unito.
- Controlla le regole sanitarie e di etichettatura per il tuo prodotto.
- Decidi chi è l’importatore e scegli la resa (DAP o DDP).
- Prepara fattura commerciale, packing list e certificati.
- Organizza trasporto, ENS e GMR.
- Chiarisci come verrà pagata l’IVA di importazione.
- Fai presentare la dichiarazione di esportazione in Italia.
- Affida lo sdoganamento britannico a un dichiarante.
1. Codice merce (HS) e dazio nella UK Global Tariff
Ogni prodotto ha un codice merce. Il codice decide il dazio, i controlli e a volte anche i documenti. Cerca il tuo prodotto nella tariffa britannica UK Trade Tariff. Alcuni punti di partenza:
- formaggi: voce 0406;
- prosciutti e carni salate, secche o affumicate: voce 0210;
- salsicce, salami e prodotti simili: voce 1601;
- paste alimentari, anche ripiene: voce 1902;
- confetture e marmellate: voce 2007; per le conserve di ortaggi verifica le voci del capitolo dedicato.
Sono solo indicazioni di partenza. Il codice completo dipende dalla composizione esatta. Non copiare aliquote da altri siti: leggi il dazio direttamente nella tariffa, al momento della spedizione. Per approfondire: tariffa doganale del Regno Unito.
2. Origine e dazio zero con l’accordo UE–Regno Unito
L’Accordo sugli scambi e la cooperazione (TCA) tra UE e Regno Unito prevede lo 0% di dazio per le merci che rispettano le regole di origine. Non è automatico. Il prodotto deve essere originario secondo le regole del TCA, e l’importatore deve poter dimostrarlo.
Di solito l’esportatore inserisce una dichiarazione di origine in fattura. Per le spedizioni sopra la soglia prevista serve il numero REX. Vedi GOV.UK: richiedere le aliquote preferenziali tra Regno Unito e UE e la nostra guida al sistema REX e alla dichiarazione di origine.
3. Regole sanitarie ed etichetta in Gran Bretagna
Certificato sanitario per l’esportazione nel Regno Unito: quando serve
Per i prodotti di origine animale GOV.UK usa tre categorie di rischio: bassa, media e alta. Trovi la categoria del tuo codice nell’elenco ufficiale Risk categories for animal and animal product imports to Great Britain.
| Categoria | Certificato sanitario | Prenotifica IPAFFS | Controlli |
|---|---|---|---|
| Rischio basso | Non serve; basta un documento commerciale del fornitore | Sì | Nessun controllo di routine |
| Rischio medio | Sì, rilasciato dall’autorità competente del paese d’origine | Sì | Possibili controlli documentali, d’identità e fisici al Border Control Post |
| Rischio alto | Sì | Sì | Controlli d’identità e fisici |
In pratica, per formaggi e salumi:
- L’importatore britannico prenotifica la partita sul sistema IPAFFS prima dell’arrivo e ottiene il documento d’ingresso (CHED).
- Se la categoria lo richiede, tu chiedi il certificato sanitario (Export Health Certificate, EHC) all’autorità veterinaria competente in Italia.
- Il certificato originale viaggia con la merce. Invia una copia anche all’agente doganale.
- Il camion entra da un porto con un Border Control Post (BCP) designato per quella categoria di merce.
Se il veicolo viene selezionato per il controllo, gli ispettori possono verificare la temperatura, i sigilli e la corrispondenza tra etichette e documenti. Un errore nel certificato, per esempio un numero di stabilimento sbagliato, può portare alla distruzione della merce o al rientro in Italia.
Etichetta per il mercato britannico
Secondo la guida GOV.UK sull’etichettatura alimentare, l’etichetta dei prodotti preimballati deve riportare tra l’altro:
- la denominazione dell’alimento;
- l’elenco degli ingredienti, con gli allergeni evidenziati;
- la quantità netta;
- la data di scadenza (use by) o il termine minimo di conservazione (best before);
- le condizioni di conservazione, quando necessarie;
- nome e indirizzo dell’operatore del settore alimentare.
Punto chiave: dal 1° gennaio 2024 gli alimenti preimballati venduti in Gran Bretagna devono riportare un indirizzo nel Regno Unito. Se il produttore non è stabilito nel Regno Unito, si indica l’indirizzo dell’importatore con sede nel Regno Unito. Concorda questo dato con il cliente prima di stampare le etichette.
Prodotti DOP e IGP nel Regno Unito
Il Regno Unito gestisce propri regimi di indicazioni geografiche. Prima di usare in etichetta e nel marketing una denominazione DOP o IGP, verifica sulle pagine GOV.UK come è tutelata in Gran Bretagna. Non dare per scontato che valgano le stesse regole dell’UE.
4. Chi è l’importatore: DAP o DDP
In Gran Bretagna qualcuno deve essere l’importatore della merce (importer of record). Di solito è il cliente britannico: un distributore, un negozio o un ristorante. L’importatore ha bisogno di un EORI GB, risponde della dichiarazione e paga o contabilizza dazi e IVA. Per i prodotti di origine animale fa anche la prenotifica IPAFFS. Approfondisci in Importer of record nel Regno Unito.
- DAP: consegni la merce, il cliente britannico sdogana e paga dazi e IVA. È la scelta più semplice per molti produttori.
- DDP: ti fai carico tu di dazi e IVA nel Regno Unito. Ti serve un modo per agire come importatore in Gran Bretagna.
Confronta le opzioni in differenza tra DAP, DDP ed EXW.
5. Documenti
- Fattura commerciale con descrizione precisa, codici merce, valori, resa e dichiarazione di origine: vedi fattura commerciale per il Regno Unito.
- Packing list con colli, pesi e lotti: vedi packing list per l’esportazione.
- Certificato sanitario o documento commerciale, secondo la categoria di rischio.
- Riferimento IPAFFS/CHED fornito dall’importatore.
- MRN della dichiarazione di esportazione rilasciato in Italia.
Piccole quantità e groupage
Un bancale “da negozio” con molti tipi di formaggi e salumi è difficile da gestire. Ogni referenza può richiedere una voce nel certificato. A volte si usa un allegato al certificato (linear schedule) per non moltiplicare le pagine. Prepara una packing list molto precisa e verifica i requisiti per ogni referenza prima di caricare. I costi dipendono da merce, percorso e servizi scelti.
6. Trasporto, ENS e GMR
Prima dell’arrivo il vettore presenta la dichiarazione sommaria di entrata (ENS). Per i passaggi via Eurotunnel o traghetto serve anche un Goods Movement Reference (GMR) creato nel Goods Vehicle Movement Service (GVMS). Il GMR collega il veicolo alle dichiarazioni. Vedi anche codice GMR e GVMS. Per la merce refrigerata, concorda con il vettore temperatura e documenti a bordo.
7. IVA all’importazione e postponed VAT accounting
All’importazione in Gran Bretagna si applica l’IVA britannica di importazione, oltre all’eventuale dazio. Un importatore registrato all’IVA nel Regno Unito può di regola contabilizzarla nella propria dichiarazione IVA con il postponed VAT accounting, invece di pagarla al confine. Le condizioni sono su GOV.UK. Approfondisci in postponed VAT accounting.
8. Lato italiano: la dichiarazione di esportazione
Le merci che lasciano l’UE richiedono una dichiarazione di esportazione. In Italia la presenta di norma uno spedizioniere doganale locale per conto dell’esportatore. Easy Clearance non presenta dichiarazioni di esportazione UE: si occupa del lato britannico. Coordina i due dichiaranti, così codici, pesi e valori coincidono.
9. Come ti aiuta Easy Clearance sul lato britannico
Easy Clearance è un’agenzia doganale britannica registrata nel CDS, con EORI UK. Per le spedizioni alimentari verso la Gran Bretagna possiamo:
- verificare con te codici merce e documenti prima della partenza;
- preparare e presentare la dichiarazione di importazione nel Customs Declaration Service (CDS) per conto dell’importatore;
- coordinarci con importatore, vettore e spedizioniere italiano su IPAFFS, ENS e GMR.
Le regole generali sono su GOV.UK: importare merci nel Regno Unito. Scopri il nostro servizio di sdoganamento per l’esportazione nel Regno Unito oppure descrivici merce, percorso e date nel modulo di contatto.
Domande frequenti
Cosa serve per esportare formaggi e salumi italiani nel Regno Unito?
Il codice merce corretto, la prova dell’origine per lo 0% di dazio, la verifica della categoria di rischio sanitaria, la prenotifica IPAFFS a cura dell’importatore, il certificato sanitario se la categoria lo richiede, la dichiarazione di esportazione in Italia e la dichiarazione di importazione in Gran Bretagna.
Pasta e conserve richiedono un certificato sanitario?
Dipende dalla composizione. Se il prodotto non deriva da prodotti animali, GOV.UK indica che i controlli SPS non si applicano. Se contiene carne, formaggio o altri ingredienti animali può essere un prodotto composito: verifica la categoria per il singolo codice.
Serve un importatore britannico e quale ruolo ha?
Sì, qualcuno deve essere l’importatore in Gran Bretagna. Di solito è il cliente britannico: presenta o fa presentare la dichiarazione di importazione, paga o contabilizza dazi e IVA e, per i prodotti di origine animale, effettua la prenotifica su IPAFFS. Il suo indirizzo nel Regno Unito serve anche in etichetta se il produttore non è stabilito nel Regno Unito.
Come si spediscono piccole quantità in groupage?
Ogni lotto ha bisogno dei propri documenti: fattura, packing list e, per i prodotti di origine animale, certificato e prenotifica quando richiesti. Un bancale con molte referenze diverse richiede più lavoro sui documenti. I costi dipendono da merce, percorso e servizi scelti.
Cosa va in etichetta per il mercato britannico?
Denominazione, ingredienti con allergeni, quantità netta, data di scadenza o termine minimo, condizioni di conservazione quando servono e nome e indirizzo dell’operatore. Se l’operatore non è nel Regno Unito, GOV.UK chiede l’indirizzo dell’importatore con sede nel Regno Unito.
Chi paga dazi e IVA: resa DAP o DDP?
Con DAP dazi e IVA di importazione restano a carico del destinatario britannico. Con DDP li assume il venditore, che deve quindi avere un modo per agire come importatore in Gran Bretagna. Decidetelo prima di firmare il contratto.
Informazioni operative generali basate su GOV.UK, non consulenza legale o fiscale. Le regole possono cambiare: verifica le pagine ufficiali prima di ogni spedizione.