Normativa doganale · Regno Unito
Intrastat Regno Unito dopo la Brexit: cosa cambia per le imprese italiane e il caso dell'Irlanda del Nord
Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito non partecipa più al sistema Intrastat dell'Unione europea. Per un'impresa italiana significa che le spedizioni verso la Gran Bretagna non sono più cessioni intracomunitarie da riportare negli elenchi, ma esportazioni con dichiarazione doganale e MRN; gli acquisti dalla Gran Bretagna sono importazioni con dazi e IVA. Con un'eccezione importante: per le operazioni su beni, l'Irlanda del Nord continua a seguire le regole IVA dell'UE e, secondo l'Informativa ADM 48731/RU del 16 febbraio 2021, questi scambi figurano nei modelli INTRA con il codice XI.
A cura del team easyclearance.pl (EN). Versione italiana basata sulla pagina inglese pubblicata il 15 aprile 2026, adattata al contesto italiano.
Cos'era l'Intrastat e perché riguardava il Regno Unito
L'Intrastat è il sistema dell'UE per raccogliere i dati statistici sugli scambi di beni tra Stati membri. In Italia gli scambi intracomunitari si dichiarano con gli elenchi riepilogativi (modelli INTRA) trasmessi all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che hanno insieme finalità fiscali e statistiche.
Prima della Brexit il Regno Unito era uno Stato membro a tutti gli effetti: le vendite verso il Regno Unito erano cessioni intracomunitarie di beni e gli acquisti dal Regno Unito acquisti intracomunitari. Entrambi entravano negli elenchi Intrastat, senza formalità doganali e senza dazi.
Intrastat Brexit: cosa è cambiato dal 1° gennaio 2021
Con la fine del periodo di transizione (31 dicembre 2020, 23:00 CET) il Regno Unito ha smesso di essere un paese dell'UE. Le conseguenze per l'Intrastat sono state immediate:
- Spedizioni verso la Gran Bretagna: non sono più cessioni intracomunitarie, ma esportazioni verso un paese terzo, con dichiarazione doganale di esportazione.
- Arrivi dalla Gran Bretagna: non sono più acquisti intracomunitari, ma importazioni da un paese terzo, con sdoganamento, dazi e IVA all'importazione.
- Elenchi Intrastat: dal gennaio 2021 gli scambi di beni con la Gran Bretagna non vi rientrano più. L'Intrastat resta per gli scambi con gli altri 26 paesi UE e, per i beni, con l'Irlanda del Nord.
Intrastat Irlanda del Nord: perché l'Irlanda del Nord va in Intrastat
Il Protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord, allegato all'accordo di recesso e oggi noto come Windsor Framework, prevede che alle cessioni, agli acquisti intracomunitari e alle importazioni di beni in Irlanda del Nord continui ad applicarsi la normativa IVA dell'UE, per evitare una frontiera fisica sull'isola d'Irlanda.
- Secondo l'Informativa ADM 48731/RU, i soggetti passivi stabiliti in Irlanda del Nord che effettuano queste operazioni sono identificati con il prefisso IVA XI, diverso dal prefisso GB del resto del Regno Unito.
- La stessa Informativa ADM 48731/RU indica che le istruzioni dei modelli INTRA sono state aggiornate per tenere conto del codice XI.
- Sul lato britannico, GOV.UK indica che non servono dichiarazioni doganali per i beni che si spostano direttamente dall'Irlanda del Nord all'UE e che le imprese nordirlandesi sopra soglia presentano le dichiarazioni Intrastat sugli scambi con l'UE tramite il portale UK Trade Info.
In pratica: una vendita di beni a un cliente con partita IVA XI a Belfast si tratta come cessione intracomunitaria; la stessa merce spedita a un cliente GB a Manchester è un'esportazione.
Cessioni Regno Unito e Intrastat: cosa vale ancora per le imprese italiane
Intrastat per gli scambi UE: obbligo invariato
Gli scambi con gli altri 26 paesi dell'Unione restano soggetti all'Intrastat. Se la Sua impresa commercia con Germania, Francia, Paesi Bassi o altri paesi UE e rientra negli obblighi, nulla è cambiato per questi flussi.
Quali soglie valgono per l'Intrastat in Italia
Le soglie e la periodicità degli elenchi (mensile o trimestrale) sono fissate dalla normativa italiana e dalle istruzioni ADM e possono essere aggiornate: le verifichi sul portale Intrastat dell'ADM. Le spedizioni verso la Gran Bretagna non entrano negli elenchi, qualunque sia il loro valore.
Intrastat servizi Irlanda del Nord
Il regime speciale dell'Irlanda del Nord e il codice XI nei modelli INTRA riguardano le operazioni su beni. Per i servizi resi a clienti nel Regno Unito, Irlanda del Nord compresa, verifichi il trattamento con le istruzioni ADM aggiornate o con il Suo consulente fiscale.
Dichiarazione doganale esportazione UK: il nuovo obbligo dal 2021
Per gli scambi di beni con la Gran Bretagna l'impresa italiana, direttamente o tramite il suo spedizioniere doganale, deve presentare:
- All'esportazione verso il Regno Unito: una dichiarazione doganale di esportazione presentata all'ADM (si veda il DAU, documento amministrativo unico). Una volta accettata, il sistema genera un MRN (Movement Reference Number). Dopo la conferma di uscita (messaggio IE599) l'esportatore può emettere fattura in non imponibilità IVA (cessione all'esportazione); si veda anche la guida sulla prova di uscita delle merci.
- All'importazione dal Regno Unito: una dichiarazione di importazione in Italia, con dazi calcolati sulla tariffa doganale dell'UE e IVA all'importazione.
Se non ha esperienza di sdoganamento, conviene affidarsi a uno spedizioniere doganale specializzato negli scambi con il Regno Unito (EN). Errori nella dichiarazione possono causare il blocco della merce, sanzioni o la perdita della non imponibilità IVA.
Sul lato britannico: dichiarazioni nel CDS
Nel Regno Unito ogni operazione commerciale con l'UE richiede una dichiarazione doganale completa nel Customs Declaration Service (CDS):
- all'importazione nel Regno Unito: dichiarazione di importazione con MRN, dazi secondo la UK Global Tariff e IVA britannica all'importazione;
- all'esportazione dal Regno Unito verso l'UE: dichiarazione di esportazione con MRN, necessaria per provare l'uscita ai fini IVA.
Per la Gran Bretagna i dati delle dichiarazioni doganali hanno preso il posto delle statistiche Intrastat. HMRC li pubblica sul portale UK Trade Info (uktradeinfo.com), dove si consultano i dati aggregati sul commercio britannico con i singoli paesi.
Cosa cambia nell'operatività per chi esporta in Gran Bretagna
- Tempi: dove prima non c'era alcuna procedura, oggi lo sdoganamento richiede da alcune ore (procedura semplificata) a diversi giorni (procedura ordinaria).
- Costi aggiuntivi: eventuale dazio britannico secondo la UK Global Tariff (per le merci di origine UE che rispettano le regole di origine del TCA l'aliquota è 0%), IVA britannica all'importazione e il compenso dello spedizioniere doganale.
- Documenti: fattura commerciale, packing list, attestazione di origine (se la merce rispetta le regole di origine del TCA) ed eventuali certificati specifici (veterinari, fitosanitari).
- EORI: l'esportatore italiano ha bisogno di un numero EORI UE, l'importatore britannico di un EORI GB. Approfondisca nella guida sul numero EORI.
Come consultare le statistiche sugli scambi con il Regno Unito
Uscito dall'Intrastat dell'UE, il Regno Unito rende disponibili le proprie statistiche commerciali sul portale UK Trade Info, gestito da HMRC. Vi si trovano:
- valore e volumi delle importazioni ed esportazioni britanniche con i singoli paesi, Italia compresa;
- dati per codice CN/HS, utili a capire quali categorie di prodotti dominano gli scambi;
- andamenti mensili, utili per analisi di mercato e piani di espansione.
Sul lato europeo, gli scambi con il Regno Unito compaiono nelle statistiche del commercio estero come scambi con un paese terzo, ad esempio nel sistema Eurostat.
Consigli pratici per chi commercia con il Regno Unito
- Verifichi i numeri EORI: servono sia all'impresa italiana (EORI UE) sia al partner britannico (EORI GB).
- Controlli la classificazione delle merci: ogni prodotto deve avere un codice HS/CN, che determina il dazio e gli eventuali certificati. Veda la guida ai codici HS e CN.
- Verifichi le regole di origine del TCA: se la merce le rispetta, il dazio è 0%; senza attestazione di origine l'importatore paga il dazio pieno (MFN). Approfondisca le preferenze TCA UE–Regno Unito.
- Adegui le fatture commerciali: devono indicare valore, descrizione della merce, codice HS, paese di origine e resa (Incoterms).
- Distingua GB e XI: controlli il prefisso della partita IVA del cliente nel Regno Unito prima di decidere se l'operazione va negli elenchi Intrastat o in dogana.
- Pianifichi tempi e costi: includa lo sdoganamento e il compenso dello spedizioniere nel calcolo dei costi di trasporto.
Domande frequenti sull'Intrastat e il Regno Unito
Il Regno Unito è ancora nell'Intrastat dopo la Brexit?
No, per la Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles). Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito non fa più parte dell'Unione europea: le spedizioni di beni verso la Gran Bretagna non sono più cessioni intracomunitarie e non vanno negli elenchi Intrastat. Al loro posto serve una dichiarazione doganale di esportazione, che genera un MRN. Fa eccezione l'Irlanda del Nord, per le operazioni su beni.
Le cessioni verso l'Irlanda del Nord vanno in Intrastat?
Per i beni, sì. In base al Protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord, oggi Windsor Framework, alle cessioni e agli acquisti intracomunitari di beni in Irlanda del Nord continua ad applicarsi la normativa IVA dell'UE. Secondo l'Informativa ADM 48731/RU del 16 febbraio 2021, i soggetti passivi nordirlandesi sono identificati con il prefisso IVA XI e le istruzioni per i modelli INTRA sono state aggiornate di conseguenza. Le spedizioni verso la Gran Bretagna restano invece esportazioni.
Cosa sostituisce l'Intrastat per le merci in UK?
Per gli scambi con la Gran Bretagna, la dichiarazione doganale. In uscita dall'Italia serve la dichiarazione di esportazione presentata in dogana, che genera l'MRN; nel Regno Unito l'importatore presenta la dichiarazione di importazione nel Customs Declaration Service (CDS). HMRC pubblica i dati aggregati sul commercio britannico sul portale UK Trade Info, alimentato dalle dichiarazioni doganali.
Servono gli elenchi Intrastat per i servizi verso il Regno Unito?
Il regime speciale dell'Irlanda del Nord e il codice XI nei modelli INTRA riguardano le operazioni su beni. Per i servizi resi a clienti nel Regno Unito, Irlanda del Nord compresa, verifichi il trattamento con le istruzioni ADM aggiornate o con il proprio consulente fiscale.
Quali soglie valgono per l'Intrastat in Italia?
Le soglie e la periodicità degli elenchi Intrastat (mensile o trimestrale) sono stabilite dalla normativa italiana e dalle istruzioni dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e possono cambiare: le verifichi sul portale ADM. Le spedizioni verso la Gran Bretagna non rientrano negli elenchi, quale che sia il loro valore. Nel Regno Unito le soglie per l'Intrastat nordirlandese sono fissate da HMRC.
Quali documenti servono al posto dell'Intrastat per esportare in Gran Bretagna?
Fattura commerciale, packing list, dichiarazione doganale di esportazione (con MRN), attestazione di origine se si applicano le preferenze dell'accordo commerciale UE–Regno Unito (TCA) e la conferma di uscita (messaggio IE599). Questa documentazione serve sia allo sdoganamento sia per applicare la non imponibilità IVA all'esportazione.
Fonti ufficiali
- GOV.UK: UK Trade Tariff – ricerca codici e dazi (in inglese)
- GOV.UK: UK Trade Tariff, ECCN and military list (in inglese)
- GOV.UK: Trading goods with the EU – when to declare using Intrastat (in inglese)
- GOV.UK: Trading and moving goods in and out of Northern Ireland (in inglese)
- UK Trade Info (HMRC, in inglese)
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: Intrastat
- ADM: Informativa Brexit – modelli INTRA e codice XI per l'Irlanda del Nord (PDF)
Supporto per l'export verso il Regno Unito
Esporta merci in Gran Bretagna e non è sicuro di quali dichiarazioni servano? Può descrivere il caso (merce, destinatario GB o XI, percorso) tramite la pagina contatti (EN).
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Nota: le informazioni hanno carattere generale e operativo e si basano sulle fonti ufficiali GOV.UK/HMRC e ADM sopra citate, consultate nell'ottobre 2026. Non costituiscono un parere vincolante delle autorità né una consulenza legale o fiscale individuale.