Termini doganali · UE e Regno Unito
DAU dogana: cos'è il documento amministrativo unico e come si legge
Il DAU – Documento Amministrativo Unico, in inglese Single Administrative Document (SAD) – è il modello standardizzato con cui, negli scambi internazionali, le merci vengono dichiarate alle autorità doganali. Un tempo era un modulo cartaceo in più copie; oggi la dichiarazione è un file elettronico, ma la sua stampa conserva ancora le caselle numerate del vecchio DAU. Per l'impresa il DAU di importazione – la cosiddetta bolletta doganale – è prima di tutto un documento contabile: è lì che risultano il dazio e l'IVA all'importazione. Nel Regno Unito oggi non si presenta un DAU: le dichiarazioni doganali si fanno tramite il Customs Declaration Service (CDS), che usa elementi di dati (data elements) e non le caselle del DAU.
A cura del team easyclearance.pl (EN). Versione italiana basata sulla pagina inglese pubblicata il 18 febbraio 2026 e aggiornata il 4 marzo 2026 e sulla versione polacca aggiornata il 24 agosto 2026.
Cos'è il DAU e a cosa serve?
Il documento amministrativo unico è il formato comune con cui si dichiarano alla dogana le merci in importazione, esportazione e negli altri regimi doganali. «Unico» perché raccoglie in un solo modello, con caselle numerate e sempre uguali, i dati che la dogana chiede: chi dichiara, quali merci, con quale codice, di quale origine, per quale valore e con quali tributi.
Quando lo spedizioniere dice «Le mando il DAU», nella pratica intende quasi sempre la visualizzazione stampabile (PDF) della dichiarazione elettronica, impaginata come il vecchio modulo. Il valore giuridico, però, sta nella dichiarazione trasmessa e accettata nel sistema doganale, non nella stampa.
Dal modulo cartaceo alla dichiarazione elettronica
In passato il DAU era un fascicolo di 8 fogli autocopianti: ogni copia aveva una destinazione precisa (ad esempio la copia 1 per l'ufficio doganale, la copia 3 per lo speditore).
Oggi il «DAU» è un concetto virtuale. Le dichiarazioni si trasmettono come file XML e nell'Unione la dichiarazione doganale si presenta di regola per via elettronica (articolo 6 del codice doganale dell'Unione). Il formato cartaceo resta per le eccezioni e per la procedura di emergenza, quando i sistemi doganali non sono disponibili. La visualizzazione della dichiarazione, invece, ha ancora l'aspetto del vecchio modulo, con i numeri delle caselle: ad esempio la casella 33 – codice delle merci.
Com'è fatto un DAU? Chi cerca un «DAU dogana fac simile» trova in sostanza questo schema: un modello a caselle numerate, sempre nello stesso ordine, ciascuna dedicata a un dato (dichiarante, merci, codice delle merci nella casella 33, origine, valori, tributi). Questa pagina non fornisce un modello da scaricare: la dichiarazione si compila nei sistemi doganali.
Il DAU è la bolletta doganale?
Nel linguaggio di tutti i giorni sì: in Italia «bolletta doganale», «bolla doganale» e «DAU» vengono usati spesso come sinonimi per indicare il documento che attesta lo sdoganamento all'importazione. Il punto sostanziale non cambia con il nome: per l'impresa il DAU di importazione è un documento contabile, sul quale risultano il dazio e l'IVA all'importazione.
Questa pagina non descrive le procedure nazionali italiane. Quale documento rilasciato dal sistema doganale italiano conservare e utilizzare in contabilità va verificato con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il Suo spedizioniere o con il Suo commercialista.
Come si legge un DAU per IVA e dazi pagati
Davanti a un DAU di importazione conviene controllare tre cose, nell'ordine:
- I tributi. Dazio e IVA all'importazione devono risultare dalla dichiarazione: è questo il dato che serve alla contabilità.
- Le merci. Descrizione, codice delle merci (casella 33), origine e valori devono coincidere con la fattura commerciale e con la packing list. Un codice errato si porta dietro un dazio errato. Per la classificazione veda la guida sui codici HS e NC.
- Il riferimento. L'MRN è il numero di registrazione che il sistema assegna alla dichiarazione: identifica la pratica, ma non è il documento in sé. Più dettagli nella pagina sull'MRN (EN).
Se la stampa «in formato DAU» è comoda da archiviare, ricordi che la prova dello sdoganamento è la dichiarazione registrata nel sistema doganale.
Chi emette il DAU e chi lo riceve?
Nella pratica la dichiarazione è presentata da un'agenzia doganale o da un rappresentante doganale che agisce per conto dell'importatore o dell'esportatore. L'impresa può dichiarare anche in proprio, ma servono la registrazione e l'autorizzazione ai sistemi doganali e un numero EORI valido per il territorio doganale interessato: per l'Italia il sistema dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per il Regno Unito il CDS. Sull'EORI veda la guida EORI Italia e Regno Unito.
La dogana riceve e registra la dichiarazione; l'importatore riceve il documento finale e lo usa per registrare dazio e IVA all'importazione.
Il DAU vale per le merci da e verso il Regno Unito?
Solo per la parte che si svolge nell'Unione europea. Nel Regno Unito oggi non si presenta un DAU: le dichiarazioni doganali si fanno tramite il Customs Declaration Service (CDS), che usa elementi di dati (data elements) e non le caselle del DAU, con una numerazione diversa: il codice delle merci, ad esempio, si inserisce negli elementi DE 6/14–6/17 e non nella casella 33.
In concreto:
- Merci dal Regno Unito verso l'Italia: sul lato britannico serve una dichiarazione di esportazione nel CDS; lo sdoganamento all'importazione avviene poi in Italia, con la dichiarazione UE e i relativi documenti italiani.
- Merci dall'Italia verso il Regno Unito: sul lato italiano c'è la dichiarazione di esportazione UE; all'arrivo in Gran Bretagna serve una dichiarazione di importazione nel CDS.
Se un partner britannico Le promette «il SAD», riceverà in realtà una dichiarazione CDS. Cos'è e come funziona lo spieghiamo nella guida su CDS nel Regno Unito; per l'IVA all'importazione nel Regno Unito veda anche la pagina sulla contabilizzazione posticipata dell'IVA (PVA).
Da non confondere con il DAU
- TAD: nel transito T1/T2 le merci viaggiano nel sistema NCTS accompagnate dal documento di accompagnamento transito (TAD), non dal DAU. Il TAD non sostituisce la dichiarazione di importazione nel paese di destinazione. Per il transito veda transito T1/T2 (EN).
- MRN: è il numero di registrazione della dichiarazione assegnato dal sistema, non il documento.
- Visualizzazione PDF: la stampa «in formato DAU» è pratica per l'archivio, ma la prova dello sdoganamento è la dichiarazione registrata nel sistema.
Cosa significano in pratica le indicazioni ufficiali attuali
Per il lavoro operativo, le regole procedurali, i campi della dichiarazione e le condizioni delle agevolazioni vanno verificati direttamente nelle indicazioni ufficiali. Per questo tema i riferimenti principali sono la Commissione europea e GOV.UK / HMRC.
Errori operativi da evitare
La maggior parte dei ritardi nasce da dati incoerenti tra fattura commerciale, packing list, classificazione tariffaria, numeri di riferimento e ipotesi di trasporto. Prima dello svincolo della spedizione confermi chi è responsabile dello sdoganamento, se i dati sono completi e quando va presentata la dichiarazione.
Documenti e dati da preparare
Il pacchetto minimo da avere pronto prima di contattare un'agenzia doganale o di presentare una dichiarazione comprende:
- fattura commerciale con descrizione completa delle merci;
- packing list con quantità, peso e numero di colli;
- codice HS/NC e informazioni sull'origine;
- numero EORI e dati della parte responsabile della dichiarazione.
Per i flussi regolari tra Italia e Regno Unito conviene tenere un modello di dati stabile: descrizione delle merci, codice HS, origine, Incoterms, dati del vettore e documenti di origine. Così si accorciano i tempi di risposta e si riducono le correzioni alla frontiera.
Domande frequenti sul DAU
Cos'è il DAU e a cosa serve?
Il DAU (Documento Amministrativo Unico, in inglese Single Administrative Document, SAD) è il modello standardizzato usato negli scambi internazionali per dichiarare le merci alle autorità doganali. Oggi non è più un modulo da compilare a mano: la dichiarazione si trasmette in forma elettronica e il DAU sopravvive come struttura a caselle numerate nella visualizzazione stampabile della dichiarazione.
Il DAU è la bolletta doganale?
Nel linguaggio comune sì: «bolletta doganale» e «DAU» indicano spesso il documento che attesta lo sdoganamento all'importazione. Per l'impresa il DAU di importazione è soprattutto un documento contabile, sul quale risultano il dazio e l'IVA all'importazione. Quale documento rilasciato dal sistema doganale italiano utilizzare in contabilità va verificato con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli o con il Suo spedizioniere.
Come si legge un DAU per IVA e dazi pagati?
La visualizzazione della dichiarazione conserva i numeri delle caselle del vecchio modulo: ad esempio la casella 33 contiene il codice delle merci. Per la contabilità conta che dazio e IVA all'importazione risultino dalla dichiarazione e che descrizione delle merci, codice, origine e valori coincidano con fattura e packing list.
Chi emette il DAU e chi lo riceve?
Di norma la dichiarazione è presentata da un'agenzia doganale o da un rappresentante doganale che agisce per conto dell'importatore o dell'esportatore. L'impresa può dichiarare anche in proprio, ma servono la registrazione e l'autorizzazione ai sistemi doganali e un numero EORI valido per il territorio doganale interessato. Il documento finale serve all'importatore per registrare dazio e IVA.
Il DAU vale per le merci da e verso il Regno Unito?
Solo sul lato UE. Nel Regno Unito oggi non si presenta un DAU: le dichiarazioni doganali si fanno tramite il Customs Declaration Service (CDS), che usa elementi di dati (data elements) e non le caselle del DAU. La numerazione è diversa. Il codice delle merci, ad esempio, va negli elementi DE 6/14–6/17 e non nella casella 33.
Il DAU cartaceo si usa ancora?
Come modulo cartaceo praticamente no. Nell'Unione la dichiarazione doganale si presenta di regola per via elettronica (articolo 6 del codice doganale dell'Unione); il formato cartaceo resta per le eccezioni e per la procedura di emergenza quando i sistemi doganali non sono disponibili.
Che differenza c'è tra DAU, MRN e documento di transito?
L'MRN è il numero di registrazione della dichiarazione assegnato dal sistema, non il documento stesso. Nel transito T1/T2 le merci viaggiano nel sistema NCTS accompagnate dal documento di accompagnamento transito (TAD), che non sostituisce la dichiarazione di importazione nel paese di destinazione.
In sintesi
- Il DAU (SAD) è il formato standard della dichiarazione doganale; oggi è elettronico e sopravvive come stampa a caselle numerate.
- Il DAU di importazione – la «bolletta doganale» – è il documento contabile su cui risultano dazio e IVA all'importazione.
- Descrizione, codice (casella 33), origine e valori devono coincidere con fattura e packing list.
- Nel Regno Unito non c'è DAU: le dichiarazioni passano dal CDS, con elementi di dati a numerazione propria.
Fonti ufficiali
- GOV.UK: Import goods into the UK – importare merci nel Regno Unito (in inglese)
- GOV.UK: Using the Customs Declaration Service – usare il CDS (in inglese)
- GOV.UK: Customs Declaration Service – pagina generale (in inglese)
- HMRC: CDSSG08010 – codice delle merci negli elementi DE 6/14–6/17 del CDS (in inglese)
- Commissione europea: Customs procedures – procedure di importazione ed esportazione (in inglese)
- Commissione europea: Customs declaration – dichiarazione doganale elettronica, articolo 6 del codice doganale dell'Unione (in inglese)
Supporto per le dichiarazioni doganali con il Regno Unito
Importa o esporta merci tra Italia e Regno Unito e vuole capire quale dichiarazione serve e quali dati preparare? Descriva merce, direzione e stato dei documenti tramite la pagina contatti (EN): il nostro team operativo La aiuta con documenti e procedura. L'ambito del servizio va concordato direttamente con il team.
Importazione dal Regno Unito (EN) · Ci contatti su WhatsApp
Nota: le informazioni hanno carattere generale e operativo e si basano sulle fonti ufficiali sopra citate. Non costituiscono un parere vincolante delle autorità né una consulenza legale o fiscale individuale.