E-commerce e importazioni
Dropshipping verso la Gran Bretagna: chi gestisce dazi e IVA?
Valore della spedizione, luogo dei beni, canale di vendita e ruolo delle parti determinano il trattamento. La parola “dropshipping” non identifica da sola una procedura doganale.
Nel dropshipping il fornitore può spedire direttamente al cliente senza che il venditore detenga fisicamente la merce. Per una vendita a un cliente britannico, ricostruisci comunque il percorso: dove sono i beni al momento della vendita, chi vende a chi e chi figura nell’importazione. Questa guida riguarda soprattutto la Gran Bretagna; per l’Irlanda del Nord verifica le regole specifiche.
La soglia di 135 GBP
Per determinati beni fuori dal Regno Unito al momento della vendita, spediti in Gran Bretagna in invii di valore non superiore a 135 GBP, l’IVA viene gestita al momento della vendita secondo le regole applicabili. La soglia riguarda l’intera spedizione, non ciascun articolo.
Il valore intrinseco esclude trasporto e assicurazione quando separatamente indicati; non li sottrarre se sono inclusi nel prezzo e non distinti. Sono escluse anche altre imposte e oneri identificabili. Esistono eccezioni, comprese quelle relative alle merci soggette ad accisa. Il riferimento è la guida HMRC alle vendite dirette.
Non applicare automaticamente il 20% a ogni prodotto. Identifica la merce e l’aliquota appropriata. La rimozione della vecchia Low Value Consignment Relief non significa che ogni pacco abbia sempre lo stesso trattamento IVA.
Marketplace e negozio proprio
Quando ricorrono le condizioni previste per un online marketplace, può essere la piattaforma a dover contabilizzare l’IVA. Il semplice utilizzo di un servizio di pagamento o di pubblicità non rende quel servizio un marketplace ai fini di queste regole. Consulta le istruzioni HMRC sulle vendite tramite piattaforma.
Per le vendite dirette ai consumatori che rientrano nel regime fino a 135 GBP, il venditore deve registrarsi e contabilizzare l’IVA britannica al momento della vendita, con l’aliquota del prodotto. Verifica separatamente le eventuali esenzioni dalla registrazione: per un’impresa non stabilita nel Regno Unito che effettua esclusivamente operazioni imponibili ad aliquota zero, l’esenzione va richiesta a HMRC.
Per una vendita B2B in Gran Bretagna che rientra in questo regime, se il cliente comunica un numero IVA britannico valido, il venditore non addebita l’IVA e il cliente la contabilizza con il reverse charge. Chi effettua soltanto queste vendite B2B di beni fuori dal Regno Unito al momento della vendita non deve registrarsi per tali operazioni. Se i beni sono già nel Regno Unito al momento della vendita, si applicano regole diverse.
Non usare la soglia domestica di registrazione IVA come esenzione generale per ogni venditore estero. La guida alla registrazione IVA distingue le imprese non stabilite nel Regno Unito. La posizione va esaminata rispetto alle operazioni effettive, non al solo fatturato sulla piattaforma.
Spedizioni oltre 135 GBP
Per gli invii sopra la soglia valgono le normali regole di importazione pertinenti. Occorre verificare dichiarazione, valore, origine, codice merceologico e tributi. Un importo superiore a 135 GBP non dimostra da solo che il dazio sia positivo: l’aliquota dipende dal prodotto e dalle condizioni applicabili.
Organizza le istruzioni prima della partenza e chiarisci al cliente il trattamento dei costi. Un acquisto online e un contratto di trasporto possono avere dati diversi; chi prepara la dichiarazione deve conoscere la transazione rilevante, senza utilizzare automaticamente una fattura del fornitore non pertinente alla valutazione.
DAP e DDP: ripartizione dei costi e ruoli
DAP e DDP distribuiscono obblighi tra le parti, ma non sostituiscono le norme fiscali. Con DAP il compratore gestisce normalmente le formalità d’importazione; Con DDP il venditore deve curare le formalità d’importazione e sostenere i relativi dazi e imposte, nel rispetto delle norme applicabili. La spiegazione di DDP pubblicata da ICC Academy descrive questi obblighi. Non descrivere una spedizione DDP come esente da dazi: i costi possono essere sostenuti dal venditore anziché richiesti al destinatario.
Prima di proporre DDP, verifica importatore, EORI, posizione IVA e rappresentanza. Un intermediario doganale non diventa automaticamente importatore soltanto perché trasmette la dichiarazione. Le istruzioni HMRC sulla rappresentanza aiutano a chiarire l’incarico.
Merce dalla Cina o da un magazzino europeo
Una spedizione diretta Cina–Gran Bretagna non comporta automaticamente un’importazione in Italia. Se passa da un magazzino UE, ricostruisci invece le operazioni realmente avvenute. Non chiamare ogni percorso “doppia importazione” senza distinguerne le tappe.
Il semplice reimballaggio o inoltro dall’Italia non attribuisce origine preferenziale UE. Verifica origine e classificazione, comprese eventuali misure commerciali applicabili: non tutti i prodotti provenienti dalla Cina sono soggetti a dazi antidumping. La tariffa va interrogata per il prodotto specifico.
Usa la guida ai codici merceologici e le regole TCA sull’origine quando pertinenti. Non riutilizzare vecchi riferimenti CHIEF come se fossero le istruzioni CDS attuali.
EORI e importatore per un’impresa estera
Verifica chi è importatore e quali identificativi gli occorrono. La soglia di 135 GBP disciplina un trattamento specifico, non è una regola universale per decidere se serva EORI. La contabilizzazione IVA da parte del marketplace non significa che la piattaforma svolga automaticamente tutte le formalità doganali.
Per un modello con scorte britanniche o importazione a proprio nome, verifica anche gli obblighi successivi alla prima entrata. Non presumere che l’uso di un agente elimini registrazioni o oneri dell’impresa. Conferma per iscritto servizi e responsabilità effettivamente accettati.
Non dichiarare una vendita come regalo
Un acquisto commerciale non diventa un regalo perché il fornitore scrive “gift” sul pacco. Le regole GOV.UK sui regali riguardano invii che soddisfano condizioni specifiche; la relativa soglia non era la soglia della vecchia esenzione LVCR.
Dichiara dati e valori corretti. Se il fornitore propone un valore artificiosamente ridotto, chiedi la correzione prima della spedizione. Non sono riportate percentuali universali di sanzione o conseguenze automatiche: dipendono dal fatto e dalla norma applicabile.
Se il corriere chiede un pagamento al cliente
Raccogli fattura del corriere, dichiarazione disponibile, ordine, resa concordata e prova dell’IVA già applicata. La richiesta non dimostra da sola che il contratto fosse DAP: può esserci un errore o una diversa istruzione operativa. Chiarisci il caso con venditore, vettore e dichiarante prima di pagare due volte o modificare il modello di vendita.
Domande frequenti
Il marketplace gestisce sempre tutta la dogana?
No. La responsabilità IVA della piattaforma in determinati casi non equivale alla gestione universale delle formalità d’importazione.
La soglia di 135 GBP vale per ogni articolo?
No. Si considera il valore della spedizione secondo le regole pertinenti.
Con DDP la merce è esente da dazi?
No. DDP riguarda la ripartizione degli obblighi, non un’esenzione tariffaria.
Un’impresa estera può applicare sempre la soglia IVA domestica?
No. Deve verificare le regole di registrazione per la propria posizione e le vendite effettive.
La fattura del corriere prova che il cliente era importatore DAP?
Non da sola. Confronta contratto, istruzioni e documentazione doganale per capire perché il pagamento è stato richiesto.
Per discutere la documentazione del modello: contatti easyclearance.pl in inglese. Non sono promessi registrazione fiscale, servizi di importatore terzo o risparmi automatici.